Un esercizio di stile

Con la legge n. 75 del 1958, il Parlamento italiano approvava la definitiva chiusura delle “case di tolleranza”, quelle in cui lo Stato consentiva lo sfruttamento della prostituzione, legando le donne che vi lavoravano a uno stigma che privava loro e i loro figli dei diritti civili. E’ stata una delle prime e più importanti leggi del Parlamento che applicava il dettato costituzionale dell’uguaglianza di genere. Promotrice della legge era stata la senatrice socialista Lina Merlin, che aveva condotto una battaglia cominciata nel 1948.

Il giornalista Ugo Zatterin, per informare i cittadini dell’approvazione della “legge Merlin” in televisione, riusciva a fare un lungo discorso senza mai pronunciare le parole proibite nella Rai un po’ bigotta e conformista dell’epoca: “prostitute”, “case di tolleranza”, “protettori”. Un grande esercizio di stile e di abilità:


1958 – Zatterin annuncia la legge Merlin e la… di rowtidy

Alfonsina Strada

Alfonsina StradaLa storia di Alfonsina Strada è la storia di una donna molto determinata. Alfonsina nasce nel 1891 in una famiglia molto povera, nella campagna dell’Emilia Romagna. Grazie ad un pizzico di fortuna, la famiglia riceve una vecchia bicicletta e Alfonsina, che rimane affascinata da questo mezzo, comincia subito a utilizzarlo e a organizzare alcune gare con gli amici.
Si sposa molto giovane con Luigi Strada e con lui si trasferisce prima a Milano e poi a Torino dove viene presto considerata la migliore ciclista italiana, superando nel 1911 anche il record mondiale di velocità femminile.
Durante la Prima Guerra Mondiale si iscrive al Giro di Lombardia, una corsa in bicicletta dove normalmente partecipano solo uomini, qualificandosi prima di molti altri. Nel 1924, infine, riesce a partecipare alla prestigiosa gara del Giro d’Italia, anche se durante la corsa viene esclusa dalla classifica.
La sua determinazione e la sua passione l’hanno resa celebre e un esempio per tutti quelli che vogliono seguire la propria passione.

Franca Viola: il coraggio di dire no

Franca ViolaFranca Viola, ancora oggi vivente, è uno dei simboli dei cambiamenti civili dell’Italia del secondo dopoguerra. Franca Viola, infatti, è stata la prima donna a rifiutare il matrimonio riparatore e a contribuire all’emancipazione delle donne.
A 17 anni Franca Viola viene rapita e violentata dal nipote di un mafioso che chiede in seguito alla famiglia di fare un matrimonio riparatore. Il matrimonio riparatore è il matrimonio che si celebra dopo una violenza sessuale. In questo modo, secondo la legge italiana di quegli anni, l’uomo è considerato innocente.
Franca Viola, però, si oppone a questo matrimonio e denuncia il ragazzo alla polizia affrontando il lungo processo e lo scandalo che segue. Il ragazzo viene giudicato colpevole e condannato a 10 anni di carcere. Inoltre dal dibattito nato dalla sua storia si arriva alla cancellazione della legge sul matrimonio riparatore nel 1981. Solo nel 1996, però, l’Italia riconosce lo stupro come crimine contro la persona e non più contro la morale.
Per questo suo gesto coraggioso, Franca Viola è stata ricevuta dal papa Paolo VI, dal presidente della Repubblica Giuseppe Saragat e ha ricevuto l’onoreficenza di Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana dal presidente Giorgio Napolitano.
Parlando del suo coraggio, Franca Viola ha detto:

«Non fu un gesto coraggioso. Ho fatto solo quello che mi sentivo di fare, come farebbe oggi una qualsiasi ragazza: ho ascoltato il mio cuore, il resto è venuto da sé».

Gelido in ogni vena

Farnace è un’opera in tre atti composta da Antonio Vivaldi su libretto di Antonio Maria Lucchini. L’opera è stata rappresentata per la prima volta al Teatro Sant’Angelo di Venezia, il 10 febbraio 1727.

Farnace - Antonio Vivaldi

Riassunto:
L’opera racconta di Farnace, re del Ponto, che viene sconfitto dai romani. Per evitare di essere imprigionato dai nemici ordina alla moglie, Tamiri, di uccidere il loro figlio e se stessa. La madre di Tamiri, Berenice, odia Farnace e si accorda con Pompeo, il romano, per ucciderlo.
Selinda, la sorella di Farnace, viene nel frattempo catturata dal romano Aquilio che però si innamora di lei. Selinda cerca, quindi, di mettere Aquilio contro Gilade, un capitano romano innamorato di Berenice. Il dramma si risolve senza ulteriori spargimenti di sangue.

In quest’aria, Tamiri riflette sulla morte del figlio che lei stessa dovrebbe causare e questo la riempie di terrore. L’aria è cantata magistralmente da Cecilia Bartoli.

Gelido in ogni Vena
scorrer mi sento il sangue.
L’ombra del figlio esangue
m’ingombra di terror.
L’ombra del figlio esangue
m’ingombra di terror.

Gelido in ogni vena
scorrer mi sento il sangue.
L’ombra del figlio esangue
m’ingombra di terror.

E per magior mia pena
vedo che fui crudele
a un’anima innocente,
al core del mio cor.
A un’anima innocente,
al core del mio cor!

Gelido in ogni vena
scorrer mi sento il sangue.
L’ombra del figlio esangue
m’ingombra di terror.

Negroni e Negroni sbagliato

Tra i cocktail più alla moda c’è sicuramente il negroni. Questo cocktail nasce negli anni ’20 a Firenze su richiesta del conte Camillo Negroni; costante frequentatore del caffè Casoni. Un giorno, stanco del cocktail americano, composto da Campari e Vermut con una spruzzata di soda, chiede al barman di sostituire la soda con il gin, che aveva bevuto spesso a Londra. Il cocktail così nato ha preso il suo nome ed oggi è uno dei più bevuti in Italia.

Negroni e Negroni sbagliato

Una storia milanese è quella che riguarda, invece, il negroni sbagliato. Negli anni ’60, nel Bar Basso di Milano si dice che il barman Mirko Stocchetto abbia sbagliato il cocktail aggiungendo lo spumante al posto del gin. Il cocktail così creato, però, ha avuto talmente tanto successo da diventare celebre quanto il negroni.