Calligrafia

CalligrafiaLa calligrafia (dal greco kalòs, bello, e grafé, scrittura) è conosciuta anche come l’arte del bello scrivere. In molti paesi d’Oriente, la calligrafia è vista come la più alta forma di pittura.

In occidente è legata allo sviluppo della scrittura dovuto ai greci e ai romani, ma i più importanti trattati di Calligrafia nascono verso la fine del ‘400 e gli inizi del ‘500.

La scrittura occidentale nasce, come molti sanno, dai fenici verso il 1200 avanti Cristo. Nei secoli successivi viene adattata dai greci, dagli etruschi e dai romani. Dalla scrittura romana, poi, derivano tutte le scritture dell’Occidente.
La scrittura degli antichi romani è stata importante per molti secoli. Con il crollo dell’impero romano e con la conseguente diminuzione dell’uso della scrittura, cambia anche il modo di scrivere. Con Carlo Magno, ad esempio, nasce la carolingia, che si diffonde anche per il processo di unificazione legato a fini politici. Mentre con le università nasce e diffonde il gotico, nato soprattutto per risparmiare sull’uso della carta, che si è molto diffuso nel nord Europa.

CancellerescaIn Italia una prima avversione al gotico la troviamo già con Petrarca, che lo critica nel testo La scrittura, seguito da Boccaccio. Petrarca sostiene che il gotico sia una scrittura artificiosa e difficile da leggere, mentre preferirebbe uno stile più sobrio, elegante e gradevole.
Nel ‘400 gli umanisti italiani danno vita alla minuscola umanista, o lettera antica: un tipo di scrittura ispirato a quella classica antica, molto distante dal gotico.
Nel 1420 l’umanista Niccolò Niccoli, credendo che la lettera antica sia troppo lenta per scrivere normalmente, inventa un nuovo tipo di scrittura: nasce la cancelleresca, conosciuta anche come italico.
La cancelleresca viene illustrata in un testo di Ludovico Arrighi che diventerà molto famoso: La Operina di imparare a scrivere littera cancellaresca.
La scrittura italica diventa poi un carattere di stampa con Aldo Manuzio, che la adatta alla stampa nel 1501, ed è da questo carattere che viene, per esempio, il celebre Times New Roman.

Anche se è nata come scrittura rapida, l’italico diventa con il tempo una scrittura molto formale.

Verso la fine del ‘500 cambia anche il tipo di strumento scrittorio: se in precednza veniva usata la penna d’oca con punta tagliata di piatto, quindi tronca, in seguito viene maggiormente utilizzata la penna di tacchino tagliata a punta, che permette una maggiore inclinazione. In questo modo nasce anche un nuovo tipo di scrittura, da cui deriva il corsivo insegnato a scuola in Europa e in America nel XIX secolo.
Questo corsivo è un tipo di scrittura che per la prima volta lega tutte le lettere ed è particolarmente rapido e pratico.

Alfabeto corsivo italiano

Ancora oggi nelle scuole italiane si insegna a scrivere in corsivo e in stampatello, derivato dalla cancelleresca maiuscola.
Con l’arrivo della penna a sfera, la scrittura non è stata più valutata come materia a scuola e oggi, come in molti Paesi, si discute se abbandonare il corsivo. Lo studente, infatti, si trova a scrivere in un modo e a leggere dei testi che usano un altro carattere e questo creerebbe delle maggiori difficoltà.

Da parte nostra, siamo convinti che l’educazione è soprattutto educazione al bello, più che al pratico, e il bello scrivere è un bel vivere.

Link utili: Associazione italiana calligrafi
Libro: L’operina di Ludovico Arrighi

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