Zang Tumb Tumb

Zang Tumb Tumb è un’opera del poeta Filippo Tommaso Marinetti. Il poeta, che era uno dei principali artisti futuristi, pubblica questa composizione nel 1914.
Il testo si ispira all’assedio di Adrianopoli durante la guerra bulgaro-turca ma è composto da parole in libertà, eliminando articoli, avverbi e congiunzioni.
Oltre a caratteri di grandezza diversa, nella composizione sono presenti moltissime onomatopee.
Nel video è possibile ascoltare la versione registrata dallo stesso Marinetti.

Zang Tumb Tumb

ogni  5  secondi   cannoni  da    assedio  sventrare 

spazio  con  un  accordo  tam-tuuumb

ammutinamento  di   500    echi   per   azzannarlo

sminuzzarlo   sparpagliarlo   all´infinito

     nel  centro  di  quei  tam-tuuumb

spiaccicati  (ampiezza  50  chilometri  quadrati)

balzare    scoppi    tagli      pugni      batterie    tiro

rapido    violenza     ferocia     regolarita    questo

basso   grave    scandere    gli    strani   folli  agita-

tissimi     acuti    della     battaglia     furia    affanno

                    orecchie                  occhi

                 narici                       aperti           attenti

forza   che    gioia    vedere    udire   fiutare   tutto

tutto    taratatatata    delle   mitragliatrici   strillare

a   perdifiato   sotto   morsi    shiafffffi    traak-traak

frustate        pic-pac-pum-tumb      bizzzzarrie

salti      altezza       200     m.     della        fucileria  

Giù   giù   in    fondo   all’orchestra    stagni

            diguazzare                        buoi       buffali

pungoli    carri     pluff    plaff                     impen

narsi   di   cavalli  flic   flac   zing  zing sciaaack

ilari     nitriti     iiiiiii…   scalpiccii     tintinnii          3

battaglioni   bulgari   in   marcia   croooc-craaac

[ LENTO   DUE   TEMPI ]        Sciumi         Maritza

o    Karvavena    croooc-craaac   grida    delgli

ufficiali    sbataccccchiare  come   piatttti  d’otttttone

pan   di   qua    paack   di    là    cing   buuum

cing    ciak    [ PRESTO ]     ciaciaciaciaciaak

su    giù    là     là    intorno    in    alto   attenzione 

sulla    testa     ciaack    bello                Vampe

 vampe

 

vampe                                       vampe

 

 vampe                                         vampe

 

                        vampe          ribalta   dei   forti   die-

 

vampe

                    

 vampe

tro  quel   fumo   Sciukri    Pascià    comunica   te-

lefonicamente   con   27   forti   in   turco   in    te-

desco     allò     Ibrahim    Rudolf    allò    allò

attori    ruoli                           echi       suggeritori

                                      scenari      di    fumo     foreste

applausi   odore   di   fieno   fango   sterco   non

sento   più   i   miei   piedi   gelati   odore   di   sal-

nitro   odore   di   marcio                      Timmmpani

flauti    clarini    dovunque    basso    alto    uccelli

cinguettare  beatitudine   ombrie   cip-cip-cip   brezza

verde  mandre   don-dan-don-din-bèèè  tam-tumb-

tumb tumb-tumb-tumb-tumb-tumb-

tumb        Orchestra                        pazzi   ba-

stonare   professori    d’orchestra   questi   bastona-

tissimi   suooooonare  suooooonare   Graaaaandi

fragori  non  cancellare   precisare    ritttttagliandoli

rumori     più     piccoli    minutisssssssimi   rottami

di   echi   nel   teatro   ampiezza   300    chilometri

 quadri                                         Fiumi      Maritza

Tungia    sdraiati                              Monti    Ròdopi 

ritti                               alture    palchi     logione

2000       shrapnels        sbracciarsi     esplodere  

fazzoletti    bianchissimi    pieni    d’oro    Tumb-

tumb                     2000     granate  protese

strappare       con      schianti        capigliature

tenebre            zang-tumb-zang-tuuum

tuuumb    orchesta    dei   rumori    di   guerra

gonfiarsi    sotto   una   nota    di        silenzio

tenuta      nell’alto     cielo                   pal-

lone   sferico   dorato   sorvegliare     tiri     parco

aeroatatico     Kadi-Keuy

 

BILANCIO  DELLE  ANALOGIE

(1»   SOMMA )

            Marcia    del    cannoneggiamento    futurista

colosso-leitmotif-maglio-genio-novatore-ottimismo

fame-ambizione     ( TERRIFICO  ASSOLUTO  SOLENNE EROICO      PESANTE   IMPLACABILE    FECONDANTE )

zang-tuumb tumb tumb

(2» SOMMA )

                  difesa    Adrianopli     passatismo      mi

nareti    dello    scetticismo     cupole- ventri    dell’in

dolenza   vigliaccheria   ci-penseremo-domani  non-

c’è-pericolo   non-è-possibile   a-che-serve    dopo-

tutto-me-ne-infischio      consegna     di     tutto     lo

stock    in   stazione-unica   =     cimitero

( 3» SOMA)

             intorno   ad   ogni   obice-passo   del    co-

losso-accordo   cadere   del   maglio-creazione  del

genio-comando  correre  ballo   tondo   galoppante

di  fucilate    mitragliatrici    violini     monelli     odori-

di-bionda-trentenne    cagnolini     ironie    dei    critici

ruote   ingranaggi    grida   gesti    rimpianti   (ALLE-

GRO  AEREO  SCETTICO  FOLLEGGIANTE  AEREO

CORROSIVO   VOLUTTUOSO )

(4» SOMMA )

          intorno  a  Adrianopoli   +  bombardamento

+ orchestra  +   passeggiaita-del-coloso  +  offi-

cina  allargarsi  cerchi   concentrici  di  riflessi   plagi

echi   risate   bambine   fiori  fischi-di-vapore  attese

piume    profumi     fetori     angoscie   ( INFINITO

MONOTONO  PERSUASIVO  NOSTALGICO )

Questi  pesi  spessori  rumori  odori  turbini  moleco-

lari  catete   reti  corridoi  di  analogie   comcorrenze

e    sincronismi     offrirsi     offrirsi     offrirsi    offrirsi

in     dono     ai      miei     amici      poeti       pittori

musicisti       e      runositi     futuristi

zang-tumb-tumb-zang-zang-tuuumb  tatatatatatatata   picpacpam

pacpacpicpampampac           uuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

ZANG-TUMB

TUMB-TUMB

TUUUUUM

La funzione della letteratura

In questo brano, scritto da Umberto Eco, si parla della funzione della lettera. Il testo è stato scelto per la prova dell’esame di stato di italiano del 2016.

Letteratura

Siamo circondati di poteri immateriali, che non si limitano a quelli che chiamiamo valori spirituali, come una dottrina religiosa. […] E tra questi poteri annoverei anche quello della tradizione letteraria, vale a dire del complesso di testi che l’umanità ha prodotto e produce non per fini pratici (come tenere registri, annotare leggi e formule scientifiche, verbalizzare sedute o provvedere orari ferroviari) ma piuttosto gratia sui, per amore di se stessa – e che si leggono per diletto, elevazione spirituale, allargamento delle conoscenze, magari per puro passatempo, senza che nessuno ci obblighi a farlo (se si prescinde dagli obblighi scolastici). […]
A che cosa serve questo bene immateriale che è la letteratura? […]
La lingua va dove vuole ma è sensibile ai suggerimenti della letteratura. Senza Dante non ci sarebbe stato un italiano unificato. […]
E se qualcuno oggi lamenta il trionfo di un italiano medio diffusosi attraverso la televisione, non dimentichiamo che l’appello a un italiano medio, nella sua forma più nobile, è passato attraverso la prosa piana e accettabile di Manzoni e poi di Svevo o di Moravia.
La letteratura, contribuendo a formare la lingua, crea identità e comunità. Ho parlato prima di Dante, ma pensiamo a cosa sarebbe stata la civiltà greca senza Omero, l’identità tedesca senza la traduzione della Bibbia fatta da Lutero, la lingua russa senza Puskin. […]
La lettura delle opere letterarie ci obbliga a un esercizio della fedeltà e del rispetto della libertà dell’interpretazione.
C’è una pericolosa eresia critica, tipica dei nostri giorni, per cui di un’opera letteraria si può fare quello che si vuole, leggendovi quanto i nostri più incontrollabili impulsi ci suggeriscono. Non è vero. Le opere letterarie ci invitano alla libertà dell’interpretazione, perché ci propongono un discorso dai molti piani di lettura e ci pongono di fronte alle ambiguità e del linguaggio e della vita. Ma per poter procedere in questo gioco, per cui ogni generazione legge le opere letterarie in modo diverso, occorre essere mossi da un profondo rispetto verso quella che io ho altrove chiamato l’intenzione del testo.

tratto da Su alcune funzioni della letteratura, in Sulla letteratura, Umberto Eco, Tascabili Bompiani, Milano 2016

La cucina è una bricconcella

L'arte di mangiar bene

Pellegrino Artusi è stato un grande letterato e e gastronomo. L’arte di mangiar bene è sicuramente la sua opera più celebre ed è una raccolta di ricette commentate con grazia ed eleganza. L’opera è un capolavoro letterario oltre che gastronomico ed inizia con queste celebri parole:

La cucina è una bricconcella; spesso e volentieri fa disperare, ma dà anche piacere, perché quelle volte che riuscite o che avete superata una difficoltà, provate compiacimento e cantate vittoria.
Diffidate dei libri che trattano di quest’arte; sono la maggior parte fallaci o incomprensibili, specialmente quelli italiani; meno peggio i francesi; al più al più tanto dagli uni che dagli altri, potrete attingere qualche nozione utile quando l’arte la conoscete.
Se non si ha la pretesa di diventare un cuoco di baldacchino, non credo sia necessario, per riuscire, di nascere con una cazzeruola in capo; basta la passione, molta attenzione e l’avvezzarsi precisi: poi scegliete sempre per materia prima roba della più fine, ché questa vi farà figurare.

La rosa bianca

Rosa biancaCoglierò per te
l’ultima rosa del giardino,
la rosa bianca che fiorisce
nelle prime nebbie.
Le avide api l’hanno visitata
sino a ieri,
ma è ancora così dolce
che fa tremare.
È un ritratto di te a trent’anni.
Un po’ smemorata, come tu sarai allora.

tratto da Fuochi in novembre, di Attilio Bertolucci