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	<title>Noi parliamo italiano</title>
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		<title>Rossella Falk</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 16:52:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>parliamoitaliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiani famosi]]></category>

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		<description><![CDATA[Rossella Falk è stata forse la più grande attrice teatrale del Dopoguerra in Italia. Nata a Roma nel 1926 con il nome di Antonia Falzacappa, ha esordito subito con i grandi autori del teatro italiano e internazionale. Il suo nome, nell&#8217;immaginario di ogni italiano, è legato alle mirabili interpretazioni, nei migliori teatri del Belpaese, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-14531" title="rossella falk" src="http://parliamoitaliano.altervista.org/wp-content/uploads/rossella-falk.png" alt="" width="157" height="88" />Rossella Falk è stata forse la più grande attrice teatrale del Dopoguerra in Italia. Nata a Roma nel 1926 con il nome di Antonia Falzacappa, ha esordito subito con i grandi autori del teatro italiano e internazionale. Il suo nome, nell&#8217;immaginario di ogni italiano, è legato alle mirabili interpretazioni, nei migliori teatri del Belpaese, di Luigi Pirandello, autore che la accompagnerà in tutta la sua carriera. Ha però recitato anche in spettacoli di Tennesse Williams, Diego Fabbri, Carlo Goldoni, Jean Cocteau, Anton Cechov, Henrik Ibsen. E&#8217; morta nel 2013, lasciando un vuoto difficilmente colmabile nel mondo dello spettacolo.<br />
Qui la vediamo in <em>Sei personaggi in cerca d&#8217;autore</em>, di Luigi Pirandello.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/cEhP2a8I4Ok" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
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		<title>C&#8217;era una volta</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Apr 2013 22:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>parliamoitaliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annotazioni letterarie]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Piumini]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;era una volta e adesso non più: cos&#8217;è? Dimmelo tu. di Roberto Piumini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-14526" title="raccontare una storia" src="http://parliamoitaliano.altervista.org/wp-content/uploads/raccontare-una-storia.jpg" alt="" width="97" height="104" />C&#8217;era una volta<br />
e adesso non più:<br />
cos&#8217;è? Dimmelo tu.</p>
<p><em>di Roberto Piumini</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Diario di un cane e diario di un gatto</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Apr 2013 18:55:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>parliamoitaliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annotazioni divertenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal diario di un cane 8:00 &#8211; Cibo! La mia cosa preferita! 9:30 &#8211; Un giro in macchina! La mia cosa preferita! 9:40 &#8211; A spasso nel parco! La mia cosa preferita! 10:30 &#8211; Coccole! La mia cosa preferita! 12:00 &#8211; Pranzo! La mia cosa preferita! 13:00 &#8211; Giochi in giardino! La mia cosa preferita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Dal diario di un cane</strong></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><img class="alignright size-full wp-image-14517" title="Print" src="http://parliamoitaliano.altervista.org/wp-content/uploads/cane-e-gatto1.jpg" alt="" width="195" height="209" /></strong></span>8:00 &#8211; Cibo! La mia cosa preferita!<br />
9:30 &#8211; Un giro in macchina! La mia cosa preferita!<br />
9:40 &#8211; A spasso nel parco! La mia cosa preferita!<br />
10:30 &#8211; Coccole! La mia cosa preferita!<br />
12:00 &#8211; Pranzo! La mia cosa preferita!<br />
13:00 &#8211; Giochi in giardino! La mia cosa preferita !<br />
15:00 &#8211; Scodinzolo! La mia cosa preferita!<br />
17:00 &#8211; Merenda! La mia cosa preferita!<br />
19:00 &#8211; Si gioca a palla! La mia cosa preferita!<br />
20:00 &#8211; Wow! Guardo la tv con i mamma e papà! La mia cosa preferita!<br />
23:00 &#8211; A nanna nella cuccia! La mia cosa preferita!<br />
<strong><br />
<span style="text-decoration: underline;">Dal diario di un gatto</span></strong></p>
<p><em><strong>Giorno di prigionia numero 983. </strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">I miei guardiani continuano a prendermi per il culo con dei piccoli oggetti ciondolanti.<br />
L&#8217;unica cosa che mi aiuta ad andare avanti è il mio sogno di scappare. Nel tentativo di disgustarli, vomito ancora sul tappeto.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi ho decapitato un topo e ho gettato il corpo senza testa ai loro piedi. Speravo che ciò li terrorizzasse, perché è la prova di cosa son capace di fare. Comunque, hanno fatto un piccolo commento su che &#8220;bravo piccolo cacciatore&#8221; io sia. Bastardi.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi son quasi riuscito ad assassinare uno dei miei tormentatori passandogli in mezzo ai piedi mentre camminava. Devo riprovarci domani, però in cima alle scale.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono convinto che gli altri prigionieri siano lecchini e spie. Il cane ha sempre dei privilegi speciali. Viene regolarmente rilasciato, e sembra pure che voglia tornare. Ovviamente è un ritardato.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uccellino dev&#8217;essere un informatore. Lo osservo mentre comunica con le guardie regolarmente. Son sicuro che riferisce ogni mia singola mossa. I miei guardiani l&#8217;hanno messo in custodia protettiva in una cella in alto, così è al sicuro, per ora&#8230; Vi terrò aggiornati.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Filastrocche sulla Costituzione</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Mar 2013 19:04:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>parliamoitaliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annotazioni letterarie]]></category>

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		<description><![CDATA[Recitato da Pamela Villoresi nel 2005 nell&#8217;ambito del progetto &#8220;Difendiamo la democrazia, difendiamo la Costituzione&#8221;, questo testo intende avvicinare i bambini alla conoscenza della ricchezza della Costituzione italiana. Benvenuti. A voi mi presento sono il documento, il monumento dell&#8217;Italia unita da vent&#8217;anni di violenze uscita e dalla guerra lacera e ferita, che con me ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Recitato da Pamela Villoresi nel 2005 nell&#8217;ambito del progetto &#8220;Difendiamo la democrazia, difendiamo la Costituzione&#8221;, questo testo intende avvicinare i bambini alla conoscenza della ricchezza della Costituzione italiana.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-14507" title="costituzione" src="http://parliamoitaliano.altervista.org/wp-content/uploads/costituzione-300x216.jpg" alt="" width="210" height="151" />Benvenuti. A voi mi presento<br />
sono il documento,<br />
il monumento dell&#8217;Italia unita<br />
da vent&#8217;anni di violenze uscita<br />
e dalla guerra lacera e ferita,<br />
che con me ha iniziato una nuova vita.</p>
<p>2 giugno &#8217;46: il popolo italiano<br />
vota per la Repubblica,<br />
non vuole più un sovrano,<br />
diritti che vegliano la storia di ognuno<br />
e che preferenze non fanno a nessuno.<br />
Violarli vuol dire tradire davvero<br />
il patto che lega un popolo intero.</p>
<p>Il patto che viene dai nonni-coraggio<br />
che hanno lottato per farcene omaggio.</p>
<p>Anche tu hai il compito di far da guardiano<br />
perché questo bene non ci sfugga di mano.</p>
<p>Diritto alla vita.<br />
Diritto al nome.<br />
Diritto ad esprimere la nostra opinione.<br />
Diritto a esser liberi, mai sfruttati.<br />
Diritto al rispetto, mai offesi e umiliati.</p>
<p>La legge è uguale per tutti,<br />
la legge non fa differenza,<br />
la legge non guarda le tasche,<br />
la legge non ha preferiti,<br />
non chiede opinioni o credenze<br />
ci guarda attraverso i vestiti.<br />
Lo Stato siamo noi cittadini<br />
e allora davanti alla legge saremo<br />
più uguali e vicini.</p>
<p>Servono braccia, menti, passione<br />
serve l&#8217;impegno di tante persone.<br />
Siamo immigrati, siamo italiani, siamo buddisti,<br />
laici o cristiani,<br />
eppure c&#8217;è chi lavoro non trova,<br />
c&#8217;è chi lo perde,<br />
chi è solo in prova.</p>
<p>Ogni persona, ogni uomo, ogni donna,<br />
quando lavora si sente colonna<br />
di questa grande casa stivale:<br />
tetto sui monti, porte sul mare.</p>
<p>La scuola è aperta a tutte le menti,<br />
anche se tutte son differenti.<br />
La scuola è libera come il sapere<br />
ed è una sorgente, dà a tutti da bere.</p>
<p>Corriamo dal dottore perché ci curi il male,<br />
se questo non basta corriamo all&#8217;ospedale.<br />
Sani, malati, deboli, si cambia all&#8217;improvviso.<br />
Dobbiamo avere tutti un medico e un sorriso.</p>
<p>Libera carta per libero stato,<br />
l&#8217;ha chiesta un popolo che ha tanto lottato.</p>
<p>L&#8217;Italia ripudia la guerra, perché la guerra<br />
è un mostro che mangia la libertà degli uomini<br />
e copre i colori di nero inchiostro.<br />
L&#8217;Italia vuole la pace.<br />
L&#8217;Italia ripudia la guerra.<br />
L&#8217;Italia vuole aiutare a fare la pace su tutta la terra.<br />
L&#8217;Italia vuole la pace perché la pace è un seme<br />
che cresce solo se gli uomini imparano a vivere insieme.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le dodici P</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Mar 2013 21:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>parliamoitaliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annotazioni divertenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Un tempo, i professori insegnavano ai loro studenti una regola considerata d&#8217;oro, la &#8220;regola delle 12 P&#8221;, che ancora oggi potrebbe essere utile a molti: Prima pensa poi parla perché parole poco pensate possono portare perenne pentimento]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un tempo, i professori insegnavano ai loro studenti una regola considerata d&#8217;oro, la &#8220;regola delle 12 P&#8221;, che ancora oggi potrebbe essere utile a molti:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignright size-full wp-image-14497" title="P" src="http://parliamoitaliano.altervista.org/wp-content/uploads/P.jpg" alt="" width="85" height="91" /><strong>Prima pensa poi parla<br />
perché parole poco pensate<br />
possono portare perenne pentimento</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;innamorato</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 01:32:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>parliamoitaliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annotazioni letterarie]]></category>
		<category><![CDATA[Ivan Cotroneo]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;innamorato, nei suoi comportamenti, presenta analogie con tre precise categorie di individui: gli affetti da disturbi ossessivi compulsivi, i tossicodipendenti, e le persone colpite da depressione. Tanto chi è innamorato quanto chi è affetto da OCD (Disturbo Ossessivo Compulsivo) perde la capacità di controllare il contenuto della propria mente. L&#8217;attenzione viene monopolizzata da pensieri e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-14493" style="margin-left: 2px; margin-right: 2px;" title="Amore" src="http://parliamoitaliano.altervista.org/wp-content/uploads/amore-albero.jpg" alt="Amore" width="132" height="188" />L&#8217;innamorato, nei suoi comportamenti, presenta analogie con tre precise categorie di individui: gli affetti da disturbi ossessivi compulsivi, i tossicodipendenti, e le persone colpite da depressione.<br />
Tanto chi è innamorato quanto chi è affetto da OCD (Disturbo Ossessivo Compulsivo) perde la capacità di controllare il contenuto della propria mente. L&#8217;attenzione viene monopolizzata da pensieri e immagini che la volontà non riesce a scacciare. In entrambi i casi si manifestano difficoltà di concentrazione e impegno. Inoltre sia gli innamorati che gli affetti da OCD diventano superstiziosi e confondono pensiero e azione. Uno studio della psichiatra italiana Donatella Marazziti ha dimostrato che i livelli di serotonina sono più bassi del 40 per cento tanto in chi ha una diagnosi di OCD quanto in soggetti sani che si dichiarano innamorati.<br />
Sia innamorati che tossicodipendenti e alcolisti avvertono costantemente un senso di incompletezza, sono consapevoli dell&#8217;irrazionalità dei loro comportamenti, ma non riescono a modificarli. Inoltre, l&#8217;incontro con una persona da cui siamo attratti causa il rilascio nel cervello di feniletilamina, un composto simile all&#8217;anfetamina. L&#8217;abbandono invece causa un brusco abbassamento del suo livello, che provoca chimicamente una reazione molto simile alla crisi di astinenza di un tossicodipendente. Uno studio di Semir Zeki pubblicato su &#8220;Neuroreport&#8221; nel 2000 ha dimostrato che nell&#8217;innamoramento e nel consumo di oppiacei e cocaina le aree cerebrali coinvolte sono le stesse.<br />
Quanto alla depressione, l&#8217;alternanza tra stati euforici e disforici dell&#8217;innamorato ricorda molto da vicino quanto accade nel disturbo bipolare. La semplice separazione dalla persona amata provoca normalmente apatia, insonnia, perdita di appetito, difficoltà di concentrazione, calo di interesse per le attività quotidiane, tutti sintomi comuni nella depressione. Inoltre le statistiche sui suicidi indicano nella depressione e nell&#8217;abbandono amoroso due dei maggiori fattori di rischio.</p>
<p style="text-align: justify;">tratto da <em>Cronaca di un disamore</em>, di Ivan Cotroneo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La tribù degli indiani Cucù</title>
		<link>http://parliamoitaliano.altervista.org/la-tribu-degli-indiani-cucu/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Mar 2013 06:43:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>parliamoitaliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annotazioni letterarie]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Rodari]]></category>

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		<description><![CDATA[Conosci la tribù degli indiani Cucù? C&#8217;è l&#8217;indiano Cuore che raccoglie le more, c&#8217;è Cuoio un indianone che fa lo stregone, c&#8217;è Scuola l&#8217;indiana che fila la lana, c&#8217;è l&#8217;indiano Cuoco che accende un bel fuoco. Conosci la tribù degli indiani Cucù? Se li scrivi con la Q ride tutta la tribù! (di Gianni Rodari)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-14486" title="indiani" src="http://parliamoitaliano.altervista.org/wp-content/uploads/indiani-266x300.jpg" alt="" width="160" height="180" />Conosci la tribù degli indiani Cucù?<br />
C&#8217;è l&#8217;indiano <strong><em>Cuore</em></strong> che raccoglie le more,<br />
c&#8217;è <strong><em>Cuoio</em></strong> un indianone che fa lo stregone,<br />
c&#8217;è <strong><em>Scuola</em></strong> l&#8217;indiana che fila la lana,<br />
c&#8217;è l&#8217;indiano <strong><em>Cuoco</em></strong> che accende un bel fuoco.<br />
Conosci la tribù degli indiani Cucù?<br />
Se li scrivi con la Q ride tutta la tribù!</p>
<p>(di Gianni Rodari)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ex voto</title>
		<link>http://parliamoitaliano.altervista.org/ex-voto/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 11:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>parliamoitaliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annotazioni letterarie]]></category>
		<category><![CDATA[Eugenio Montale]]></category>

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		<description><![CDATA[Accade che le affinità d’anima non giungano ai gesti e alle parole ma rimangano effuse come un magnetismo. E’ raro ma accade. Può darsi che sia vera soltanto la lontananza, vero l’oblio, vera la foglia secca più del fresco germoglio. Tanto e altro può darsi o dirsi. Comprendo la tua caparbia volontà di essere sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-14481" title="Lontano" src="http://parliamoitaliano.altervista.org/wp-content/uploads/lontano1.jpg" alt="Lontano" width="155" height="116" />Accade<br />
che le affinità d’anima non giungano<br />
ai gesti e alle parole ma rimangano<br />
effuse come un magnetismo. E’ raro<br />
ma accade.</p>
<p>Può darsi<br />
che sia vera soltanto la lontananza,<br />
vero l’oblio, vera la foglia secca<br />
più del fresco germoglio. Tanto e altro<br />
può darsi o dirsi.</p>
<p>Comprendo<br />
la tua caparbia volontà di essere sempre assente<br />
perché solo così si manifesta<br />
la tua magia. Innumeri le astuzie<br />
che intendo.</p>
<p>Insisto<br />
nel ricercarti nel fuscello e mai<br />
nell’albero spiegato, mai nel pieno, sempre<br />
nel vuoto: in quello che anche al trapano<br />
resiste.</p>
<p>Era o non era<br />
la volontà dei numi che presidiano<br />
il tuo lontano focolare, strani<br />
multiformi multanimi animali domestici;<br />
fors’era così come mi pareva<br />
o non era.</p>
<p>Ignoro<br />
se la mia inesistenza appaga il tuo destino,<br />
se la tua colma il mio che ne trabocca,<br />
se l’innocenza è una colpa oppure<br />
si coglie sulla soglia dei tuoi lari. Di me,<br />
di te tutto conosco, tutto<br />
ignoro.</p>
<p>di <em>Eugenio Montale</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sono nata il 21 a primavera</title>
		<link>http://parliamoitaliano.altervista.org/sono-nata-il-21-a-primavera/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 11:05:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>parliamoitaliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annotazioni letterarie]]></category>
		<category><![CDATA[Alda Merini]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta. Così Proserpina lieve vede piovere sulle erbe, sui grossi frumenti gentili e piange sempre la sera. Forse è la sua preghiera. tratto da Vuoto d&#8217;amore, di Alda Merini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-14477" title="Alda Merini " src="http://parliamoitaliano.altervista.org/wp-content/uploads/alda-merini1.jpg" alt="Alda Merini " width="108" height="167" />Sono nata il ventuno a primavera<br />
ma non sapevo che nascere folle,<br />
aprire le zolle<br />
potesse scatenar tempesta.<br />
Così Proserpina lieve<br />
vede piovere sulle erbe,<br />
sui grossi frumenti gentili<br />
e piange sempre la sera.<br />
Forse è la sua preghiera.</p>
<p>tratto da <em>Vuoto d&#8217;amore</em>, di <a title="Alda Merini" href="http://parliamoitaliano.altervista.org/alda-merini-la-signora-dei-navigli/">Alda Merini</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ma se poi penso veramente alla tua morte</title>
		<link>http://parliamoitaliano.altervista.org/ma-se-poi-penso-veramente-alla-tua-morte/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 01:24:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>parliamoitaliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annotazioni letterarie]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizia Cavalli]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma se poi penso veramente alla tua morte in quale letto d&#8217;ospedale o casa o albergo, in quale strada, magari in aria o in una galleria; ai tuoi che cedono sotto l&#8217;invasione, all&#8217;estrema terribile bugia con la quale vorrai respingere l&#8217;attacco o l&#8217;infiltrazione, al tuo sangue pulsare indeciso e forsennato nell&#8217;ultima immensa visione di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-14468 alignright" title="Addio" src="http://parliamoitaliano.altervista.org/wp-content/uploads/Goodbye-225x300.jpg" alt="Addio" width="135" height="180" />Ma se poi penso veramente alla tua morte<br />
in quale letto d&#8217;ospedale o casa o albergo,<br />
in quale strada, magari in aria<br />
o in una galleria; ai tuoi che cedono<br />
sotto l&#8217;invasione, all&#8217;estrema terribile bugia<br />
con la quale vorrai respingere l&#8217;attacco<br />
o l&#8217;infiltrazione, al tuo sangue pulsare indeciso<br />
e forsennato nell&#8217;ultima immensa visione<br />
di un insetto di passaggio, di una piega di lenzuolo,<br />
di un sasso o di una ruota<br />
che ti sopravviveranno,<br />
allora come faccio a lasciarti andar via?</p>
<p>tratto da <em>Poesie</em>, di Patrizia Cavalli</p>
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