Ambaradam

guerra etiopiaA volte la cultura popolare precede quella accademica. Non da molti anni c’è piena coscienza (e ci sono studi documentati e approfonditi) dei crimini dei militari italiani in Etiopia, nel corso della guerra fascista del 1935-1936, occasione in cui furono sperimentate e utilizzate armi chimiche contro anche la popolazione civile: se la classe politica democratica ha preferito non aprire quella tragica pagina della storia italiana, gli studiosi hanno dovuto aspettare l’apertura degli archivi per poter fare luce.

Una delle battaglie decisive di quella guerra fu nel febbraio 1936 sul massiccio dell’Amba Aradam: l’esercito italiano vinse con molte perdite (800 militari) dopo dieci giorni di conflitto, ma i morti etiopi furono ancor di più: almeno 20 mila, tra militari e civili. A causare la strage furono i gas tossici, utilizzati non solo per vincere sul campo, ma anche per indurre gli etiopi a non ribellarsi all’esercito occupante all’indomani della fine del conflitto.

etiopiaTornati in patria, i militari italiani cominciarono a utilizzare l’espressione «come ad Amba Aradam» per indicare una situazione caotica. L’espressione ha avuto successo e col tempo, complice una pronuncia che risulta buffa alle orecchie di un italiano, la parola «ambaradam» si è trasformata in «caos divertente». Resta la curiosa storia di una parola che rimanda a una tragica vicenda, i cui confini si sono potuti spiegare soltanto molto tempo dopo.

Lingua di Menelik

Lingua di Menelik
Tutti (o quasi) avranno avuto almeno una volta tra le mani la lingua di menelik, o menelicche. Che cos’è? È un giocattolo formato da un tubo di carta con all’interno un filo metallico: quando si soffia nel tubo questo si allunga di scatto e assomiglia ad una lingua.

Menelik IIPerché lingua di Menelik? C’è da sapere che il nome è legato a Menelik II, imperatore dell’Etiopia. Questo sovrano con la sua abilità diplomatica è riuscito ad ottenere l’aiuto italiano per prendere il potere. Subito dopo la sua ascesa, nel 1889, firma un accordo con l’Italia in due lingue: in italiano e in aramaico.
Solo che gli accordi non sono esattamente uguali. Nella versione italiana si dice che l’Etiopia riconosce l’Italia come paese protettore mentre nella versione in aramaico si parla dell’Italia solo come rappresentate diplomatico.

Per questa accusa di avere una lingua in grado di cambiare completamente forma, in epoca coloniale viene dato il suo nome a questo giocattolo che ancora oggi si chiama così.

Omosessualità e omofobia

Il 17 maggio si celebra la giornata contro l’omofobia. Questa giornata è stata promossa dall’Unione Europea e si celebra in questo giorno perché proprio in questo giorno nel 1990 l’omosessualità è stata rimossa dalla lista delle malattie mentali dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Affresco - Paestum

L’Italia ha avuto per molto tempo un atteggiamento ambiguo verso l’omosessualità. Benché non fosse punita dalla legge, l’omosessualità è stata a lungo stigmatizzata e vista in modo negativo.
Molte classifiche internazionali vedono l’Italia come paese omofobo, ma non è proprio così.
Negli ultimi decenni, comunque, grazie alla cultura popolare e ad artisti, scrittori, registi, cantanti ecc… l’omosessualità è stata sempre più accettata socialmente. Se in alcune famiglie l’omosessualità viene accettata con fatica, in molte realtà questo avviene sempre più normalmente.
Le grandi città hanno spesso dei quartieri con locali rivolti a gay e lesbiche ed eventi LGBT che per il loro successo attirano anche un pubblico misto.

Dal 2016, inoltre, sono previste le unioni civili, che sono una particolare forma di matrimonio per coppie omosessuali e che prevedono gli stessi diritti del matrimonio tranne la possibilità di adottare bambini esterni alla coppia.
Le famiglie omosessuali con bambini sono chiamate famiglie arcobaleno, per i colori della banbiera LGBT.

Video:
Omofobia: non essere tu quello diverso – Governo Italiano
L’omofobia è… – Casa editrice La meridiana
Turismo gayfriendly – Regione Toscana

Canzoni:
Ti ricordo ancora – Fabio Concato
Mi vendo – Renato Zero

La festa del papà

Il 19 marzo in Italia si celebra la festa del papà. E’ un giorno ricordato e celebrato nelle scuole ma che dal 1977 non è più festivo, quindi in questo giorno si lavora normalmente.
Il 19 marzo è anche il giorno in cui la Chiesa cattolica celebra San Giuseppe, il padre putativo (adottivo) di Gesù.

La festa del papà

La festa del papà è quindi legata in Italia alla figura di San Giuseppe, che viene sempre rappresentato come una persona mite, saggio e protettore dei più deboli. Per questo in alcune zone di Italia, in questo giorno, si invitano i poveri a pranzo, come esempio del prendersi cura degli altri.
Sempre a San Giuseppe sono legati i dolci tipici che vengono cucinati o venduti in questo giorno, come il bignè o la zeppola di San Giuseppe. Nella tradizione popolare, infatti, in fuga dall’Egitto Giuseppe avrebbe cucinato e venduto delle frittelle per mantenere la propria famiglia.

Bignè di San Giuseppe

Poesie dedicate al papà:
Per te, papà! – Roberto Piumini e Bruno Tognolini
Padre, radice e luce – Maria Luisa Spaziani
Al padre – Salvatore Quasimodo
Ricordo del padre – Sibilla Aleramo

Canzoni dedicate al papà:
Sei forte papà – Gianni Morandi
Viaggio con te – Laura Pausini
Io sono Francesco – Tricarico
Perché papà – Zucchero

Carnevale

Carnevale è una festa che si celebra in Italia in vari giorni, soprattutto prima del Mercoledì delle Ceneri che dà inizio alla Quaresima e al periodo di Pasqua.
Carnevale è una parola che viene dal latino, carnem levare (“togliere la carne”) e si riferisce al fatto che subito dopo si entra in periodo di penitenza dove la carne non si dovrebbe mangiare.
I due giorni principali sono il Giovedì grasso e il Martedì grasso, che sono gli ultimi giovedì e martedì prima del Mercoledì delle Ceneri. In questi due giorni, in molte città sfilano carri e ci sono feste in maschera. Per motivi di lavoro queste feste e sfilate vengono, però, sempre più rimandate alla domenica precedente il Martedì grasso.

Carnevale

La festa di carnevale, dove si celebra l’abbondanza, la gioia di vivere e la sospensione delle regole. La frase che si ripete in questi giorni è: “a carnevale ogni scherzo vale!”. Questa festa ricorda le antiche feste romane legate a Dioniso, il dio del vino e dell’eccesso.
Già nel XV secolo si celebravano delle feste con carri in maschera, balli e canti gioiosi, il più famoso dei quali resta quello scritto da Lorenzo il Magnifico, chiamato il Trionfo di Bacco e Arianna.

Ogni città ha le sue tradizioni carnevalesche e alcune sono diventate molto celebri anche nel mondo, come il carnevale di Venezia e il carnevale di Viareggio.

Con il carnevale ritornano ogni anno le maschere della Commedia dell’Arte, con racconti, poesie e rappresentazioni teatrali.

Poesie sul carnevale:
Scherzi di carnevale – Gianni Rodari
Carnevale vecchio e pazzo – Gabriele D’Annunzio
Carnevale in filastrocca – Gianni Rodari
Maschera – Roberto Piumini

Vedi anche:
I racconti di carnevale
Il carnevale di Putignano in bicicletta