Formazione di aggettivi

Questa è una recensione al film Posti in piedi in Paradiso (2012) di Carlo Verdone. Inserisci gli aggettivi che derivano dalle espressioni tra parentesi, come nell’esempio.
Es.: Pianta che vive nell’acqua: pianta acquatica.

Si ride di gusto, almeno per tre quarti del film, grazie a un cast in forma comica smagliante. Da una parte Verdone ci ripropone il suo ruolo (come un'icona) dello sfigato che continua a scavare oltre il fondo. Dall’altra i co-protagonisti lo spalleggiano: Pierfrancesco Favino, ben ritrovato in un ruolo comico, sembra un po’ il fratello minore del regista e si diverte anche lui a esplodere come l’Incredibile Hulk quando perde il controllo. Le grandi risate invece vengono provocate dal talento di Marco Giallini: l’attore (dell'Italia) dell’anno (che in realtà recita da più di due decadi) torna ai personaggi (di istrioni) e (che creano disgusto) , tanto cari alla commedia all’italiana di un tempo. Personaggi a cui è impossibile non voler bene. È lui a trascinare il ritmo eccellendo anche in una comicità (del fisico) . Chiude il cerchio Micaela Ramazzotti che arriva al momento giusto per rendere il ritmo ancora più frizzante.
Se dunque il cast contribuisce a far passare in secondo piano una regia piatta troppo legata agli anni Ottanta, il vero grande problema di “Posti in piedi in paradiso” è una forzatura (della narrazione) che si presenta nella lunghissima parte finale. Nel tentativo di affrettarsi a trovare una soluzione (dell'esistenza) per i tre protagonisti, Verdone frena sul ritmo, cercando un lieto fine (che è d'obbligo) .
Sulla carta una commedia a prova di bomba, ottimamente recitata e resa ancora più brillante dalle ossessioni (di Verdone) - con il regista che ancora una volta punta sul rock, sfoggiando perfino un paio di pantaloni appartenuti a Jim Morrison - l’esecuzione (della fine) , però, è un’occasione mancata. Da un autore come Verdone si poteva puntare su più originalità e più cattiveria.

(da www.film.it)





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