Carlo M. Cipolla

Carlo M. Cipolla

Carlo M. Cipolla (1922-2000) è stato uno storico dell’economia italiano. Insegnò in varie università italiane e negli Stati Uniti, anche se il suo nome è legato al prestigioso ateneo di Pavia. Scrisse numerosi testi di storia economica (prima in inglese e poi in italiano, per superare la diffidenza del mondo accademico americano nei confronti della produzione scientifica europea), ma la sua fama è dovuta al volumetto Allegro ma non troppo, in cui Cipolla (oltre a raccontare in termini di parodia il ruolo afrodisiaco del pepe come motore dello sviluppo economico medievale) enuncia le “leggi fondamentali della stupidità umana“, trattando un argomento così apparentemente frivolo in termini scientifici (e avvertendo che «lo stupido è più pericoloso del bandito»).

La storia del libretto è curiosissima: Cipolla lo scrisse in inglese nel 1976, chiedendo alla casa editrice “Il Mulino” (una delle principali in Italia) di stamparne un centinaio di copie per gli amici, come regalo di Natale. Per quell’edizione, la casa editrice viene spesso indicata come “The Mad Millers” (ossia “i mugnai folli”), ritenendo che solo dei matti alla casa editrice “Il Mulino” potessero dargli retta. Si rifiutò poi a lungo di pubblicare la versione italiana, credendo che l’umorismo inglese con cui l’aveva immaginato non fosse nelle corde degli italiani. Ma quando nel 1988 cedette alle pressioni dell’editore, il suo libretto in italiano ebbe un grande successo e ancora oggi è tra i regali più apprezzati.

Un’altra curiosità è legata poi al suo stesso nome. Che cosa significa la “M.” tra nome e cognome? Cipolla infatti si chiamava soltanto Carlo. La “M.” (che molti credono stia per “Maria”, secondo nome un tempo tipico di molti uomini nati in famiglie cattoliche), si è scoperto di recente, la inventò lui stesso negli anni ’50, quando a Berkley, in California, gli chiesero di compilare la casella “middle name”. Chi non vorrebbe avere un professore con un così raffinato umorismo?






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