San Carlo e il “Sancarlone”

Ad Arona, sulle sponde del Lago Maggiore, c’è una statua gigante, che la popolazione locale chiama “Sancarlone”, in dialetto “Sancarlùn”. Alta 31,9 metri, fu conclusa nel 1698 e doveva fare parte di un Sacro Monte dedicato alla memoria di San Carlo Borromeo (1538-1584), cardinale e arcivescovo di Milano tra il 1565 e il 1584, che era nato proprio nella splendida città di lago.

Milano, che ancora oggi è tra le diocesi più popolose del mondo, all’epoca era così vasta da sembrare un regno (comprendeva, oltre a territori lombardi e piemontesi, anche vaste zone venete, genovesi e svizzere). Esserne arcivescovo era un onore e una responsabilità enorme: Carlo Borromeo, divenutone vescovo molto giovane, la visitò tutta e fu molto attivo nel creare opere per i più poveri, ospedali, ospizi. Di famiglia ricca, offrì le proprie ricchezze ai bisognosi della diocesi. Riorganizzò profondamente la Chiesa ambrosiana dopo il Concilio di Trento e assisté personalmente i malati della peste del 1576. Il lavoro eccessivo lo portò alla morte molto rapidamente.

La sua influenza nella città di Milano ha fatto sì che Carlo Borromeo sia ricordato come santo, accanto Sant’Ambrogio.

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