Indicativo imperfetto – Io non ho paura

Questo è un brano tratto dal romanzo di Niccolò Ammaniti, Io non ho paura, un libro del 2001. Sottolinea tutti i verbi all’indicativo imperfetto e trova il loro infinito.

[Michele, il protagonista, descrive la campagna del suo paesino]
Quell’anno il grano era alto. A fine primavera aveva piovuto tanto, e a metà giugno le piante erano più rogogliose che mai. Crescevano fitte, cariche di spighe, pronte per essere raccolte.
Ogni cosa era coperta di grano. Le colline, base, si susseguivano come onde di un oceano dorato. Fino in fondo all’orizzonte grano, cielo, grilli, sole e caldo.
Non avevo idea di quanto faceva caldo, uno a nove anni, di gradi centigradi se ne intende poco, ma sapevo che non era normale.
Quella maledetta estate del 1978 è rimasta famosa come una delle più calde del secolo. Il calore entrava nelle pietre, sbriciolava la terra, bruciava le piante e uccideva le bestie, infuocava le case. Quando prendevi i pomodori nell’orto, erano senza succo e le zucchine piccole e dure. Il sole ti levava il respiro, la forza, la voglia di giocare, tutto. E la notte sischiattava uguale.
Ad Acqua Traverse gli adulti non uscivano di casa prima delle sei di será. Si tappavano dentro, con le persiane chiuse. Solo noi ci avventuravamo nella campagna rovente e abbandonata.
Mia sorella aveva cinque anni e mi seguiva con l’ostinazione di un bastardino tirato fuori da un canile.
“Voglio fare quello che fai tu “, diceva sempre. Mamma le dava ragione. (…)

[N. Ammaniti, Io non ho paura, Einaudi, 2001]
Quando hai finito, confronta le tue risposte con le soluzioni.





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