Il Folletto degli Errori

Folletto degli ErroriI folletti sono degli spiritelli, simili agli elfi e ai troll, loro parenti. I folletti, in genere, non sono pericolosi ma si divertono molto a fare gli scherzi. Noi ne conosciamo uno molto particolare: il Folletto degli Errori.
Il Folletto degli Errori è un omino piccolo e dispettoso. Si nasconde tra le righe dei testi e, appena ci si distrae un secondo, zac! lui prende e ci mette un errore. Quando poi gli errori vengono scoperti lui ride così tanto che si può sentire anche da lontano!
Non è cattivo, vuole solo divertirsi. In un giornale ha trasformato un “Policlinico” in un “Policinico” e quando il direttore se ne è accorto lui non la smetteva più di ridere!
Cambia la vernice in pernice, le canne in cane e il gatto in matto. Anche noi potremmo riderci su se non capitassero in documenti o ai testi d’esame: in quel caso ci verrebbe solo da piangere!

Proviamo a raccontare delle avventure dove i protagonisti sono gli errori linguistici!
Le storie più belle verranno pubblicate anche nella pagina del Folletto degli Errori.





26 commenti su “Il Folletto degli Errori

  1. Un uomo e una donna stavano cenando a un ristorante,ma l’uomo era leggermente ubriaco.
    il cameriere arrivò e disse:cosa ordinate?
    un piatto di “basta”.
    Ecco il conto.
    Il signore si alzò dal tavolo e gli dò uno schiaffo e se ne andò via.

  2. Pierina non sapeva proprio perché quel suo nuovo maglioncino verde fosse così viscido e puzzasse di acqua marcia. Eppure sua mamma gliel’aveva appena comprato! Non si era accorta, la poverina, che la colpa era tutta sua: nel biglietto in cui chiedeva il regalo di compleanno alla madre, Pierina, invece di scrivere “vorrei un maglioncino di lana”, aveva scritto “vorrei un maglioncino di rana”. E la mamma l’aveva accontentata.

  3. La maestra di scuola non era proprio una brava maestra. Un giorno infatti tutti i bambini la sommersero di panna: chi l’aveva portata montata, chi sotto forma di gelato, chi liquida con le fragole, chi fresca appena fatta. Insomma, la maestra ebbe una gran nausea alla sola vista di tanta panna. Ma la colpa era sua. Invece di scrivere alla lavagna “Domani ricordatevi di portare la penna”, scrisse “Domani ricordatevi di portare la panna”. E i bambini, obbedienti e giudiziosi, eseguirono le istruzioni.

  4. Il povero Ugo, stanchissimo per il lavoro, volle avvisare la moglie che quella sera, dopo la trippa con polenta di cena, avrebbe voluto soltanto il letto. Grande fu dunque la sua sorpresa quando, concluso il non leggerissimo pasto con abbondanti razioni di vino, mentre stava per salutare la moglie per coricarsi, si vide servire a tavola un gigantesco piatto pieno di carne fumante, cosparsa di senape e ricche salse, mostarda e ossibuchi. Il poveretto infatti, che da giovane non aveva studiato, invece di “stasera, dopo cena, voglio solo il letto”, aveva scritto “stasera, dopo cena, voglio solo il lesso”.

  5. Quando il goloso Pinuccio, dal lavoro, inviò un messaggio alla moglie per chiederle di fargli trovare la panna montata, non immaginava di assistere a quella terribile scena: giunto a casa, vide la sua Pinuccia, sudata e unta d’olio in viso, tutta presa a sbullonare, suddividere e smembrare la sua tanto amata automobile. Ma la colpa era tutta dell’uomo: infatti, invece di chiederle la panna montata, le aveva scritto “Fammi trovare la Panda smontata”. E la devotissima moglie l’aveva accontentato.

  6. “Che cosa vuoi da mangiare a scuola?” chiedeva sempre la mamma alla piccola Rosina, che giocava col suo dolce Batuffolo, un simpatico cagnetto. E Rosina le lasciava sempre un messaggino: “Domani voglio la crostata”, oppure “Mi piacerebbe uno yogurt”. Una sera, desiderando il pane per il giorno dopo, scrisse il solito biglietto. Ma grande fu la sua sorpresa quando, a scuola, aprì il cartoccio e vi trovò il suo Batuffolo arrostito di tutto punto. La sventurata, infatti, aveva commesso un errore, scrivendo “Domani vorrei il cane”, invece di “pane”.

  7. La sprovveduta Celestina non capiva perché il marito Celestino si fosse comportato in modo così bizzarro: aveva infatti dato ripetuti colpi con la propria faccia contro la porta, fino a finire all’ospedale. Non si era resa conto che la colpa era sua. Infatti quel giorno la porta si era rotta e lei aveva scritto un messaggio al marito. Ma invece di “Ci vuole un fabbro per riparare la porta”, aveva scritto “Ci vuole un labbro per riparare la porta”. E il povero Celestino l’aveva presa in parola, colpendo la porta col suo labbro.

  8. La mamma di Ughino non capiva perché il figlio avesse sempre un gran mal di pancia e non capiva nemmeno perché le bollette del gas sparissero come per magia. Un giorno decise di osservare di nascosto il bambino e capì che i due fatti erano collegati… a causa sua. Infatti, aveva commesso un tragico errore nello scrivere le “regole di casa” per Ughino esposte in cucina. Alla regola n. 3, invece di “Bisogna sempre mangiare tutta la pasta”, aveva scritto “Bisogna sempre mangiare tutta la posta”. E il povero bimbo, da mesi, non faceva che mangiare ogni giorno bollette, pubblicità e riviste.

  9. La regina di Svarione volle organizzare una festa con tutte le nobildonne del regno, per celebrare l’arrivo della primavera, momento ideale per lasciare nell’armadio guanti e cappello. Ma grande fu il suo sconcerto quando al ricevimento si presentarono, imbarazzate e intimidite, centocinquanta nobildonne completamente calve, col cranio lucido senza un solo pelo. La sventurata aveva infatti mandato l’invito tralasciando una lettera importante. Invece di “Venite senza guanti né cappelli”, aveva scritto “Venite senza guanti né capelli”. Le devote suddite avevano obbedito.

  10. Quel burlone di Pierino voleva fare uno scherzo alla maestra, lanciandole una torta in faccia. Scrisse allora un messaggio a Pierotto, raccontandogli il suo piano e chiedendogli di aiutarlo. Ma quando, dopo lo scherzo, la maestra fu portata all’ospedale con la mascella rotta e le lenti degli occhiali infilzate nel palato, il povero Pierino si accorse dell’errore: a Pierotto aveva scritto di lanciare alla maestra una “porta” in faccia. E lui l’aveva fatto.

  11. La giovane Ginetta proprio non riusciva a capire perché il suo bel Ginetto quella sera la guardasse con aria spaesata, se non proprio assente, e le rispondesse solo con dei gemiti “eh?”, “oh?” e dei brontolii lunghi lunghi. Poveretta, e dire che si era illusa di poterlo sposare. Ma la colpa era tutta sua. Invece di scrivergli, nell’ultima lettera, “mi piaci tanto”, gli aveva scritto “mi piaci tonto”. E lui si era adeguato.

  12. “Caro Babbo Natale…”: così cominciava la lettera di una velina che aveva passato la vita a farsi bella, dimenticandosi però di studiare. Quell’anno voleva qualcosa di Prada. Ma quando aprì il regalo, con suo immenso stupore trovò un giornale scritto in russo: del tutto incomprensibile per una che nemmeno conosceva l’italiano. La poverina, infatti, per errore aveva chiesto a Babbo Natale una “Pravda”.

  13. Un giovanotto innamorato, ma poco istruito, scrisse un sms alla sua bella per invitarla a uscire per una pizza. Quando la giovane arrivò, l’odore di pesce marcio era tale che il ragazzotto svenne. La fanciulla si era cosparsa in tutto il corpo, e perfino nei capelli, le anguille e le sogliole comprate un mese prima e mai cucinate. Nel messaggio c’era infatti scritto “Usciresti con me per una puzza?”.

  14. Un esperto diportista volle comprare una nuova barca per praticare il suo sport preferito. Ma a forza di navigare si era dimenticato di studiare l’ortografia. Fu così che invece di ordinare una “barca a vela” ordinò una “barca a mela”. Il natante restò fermo in porto, ma almeno il diportista, in mancanza della vela, poté gustare tante succose mele trentine.

  15. Un re ambizioso ma poco istruito un giorno volle comprare un nuovo trono, tutto d’oro e pietre preziose. Ma si sbagliò a scrivere e invece del trono gli fu portato un “treno”. Dopo tanti anni il povero re è ancora in viaggio – non si sa per dove – mentre sul vecchio trono si è seduto un nuovo re.

  16. Un giovanotto innamorato scrisse un sms alla sua bella. Ma fece un grosso errore. Invece di dirle “ci vediamo questa sera”, le scrisse “ci vediamo questa pera”. E mentre lui aspettava invano, lei osservò per tutta la sera una succosa pera.

  17. Un giovane ricco, alto e bello ma un po’ ignorante voleva sedurre la principessa d’Argentina. Le scrisse una lettera invitandola a concedergli un tango. Ma si sbagliò e un bel giorno si ritrovò coperto di fango, che a questo giovane un po’ presuntuoso la principessa fu felice di concedere in gran quantità.

  18. Una ragazza un po’ vanesia e frivola voleva conquistare il principe azzurro con uno splendido abito rosso. Ma non aveva mai studiato, occupata com’era a guardarsi allo specchio, perciò nel biglietto per la sarta fece un fatale errore: invece di rosso scrisse “rotto”. E invece del principe azzurro sposò un semplice monatto.

  19. Un burbero signore col naso rosso beveva vino in gran quantità. Un giorno andò al supermercato per comprarne dell’altro. Ma, tornato a casa, si trovò tra le mani la Parola di Dio. Infatti, ancora un po’ ubriaco, invece di chiedere un “litro di vino”, aveva chiesto al commesso un “libro divino”.

  20. Un signore un po’ “lumacone” per conquistare le ragazze preparava la pasta secondo una ricetta un po’ speciale. Ma quel giorno si sbagliò: ne uscì una “casta”. E quella sera si dovette accontentare di donarle una rosa.

  21. Una signora un po’ vanitosa volle dare sfoggio del suo vanto. Ma un intervento del Folletto trasformò il vanto in “manto” e la vanità della signora non la vide più nessuno.

  22. Una signora un po’ distratta doveva, come ogni mattina, rifare il letto. Quel giorno doveva uscire presto e scrisse alla figlia le istruzioni. Ma al suo ritorno trovò il salatissimo conto del muratore: invece di letto, aveva scritto “tetto”.

  23. Per una banale distrazione, un incauto anziano signore, invece di prendere lo sciroppo per l’inverno, si trovò all’improvviso a spalare carbone: aveva preso lo sciroppo per l’inferno.