Grandi dolori da niente
Ci sono dei dolori, dei piccoli dolori che per quanto piccoli ci fanno stare male. Stefano Benni, in Achille pie’ veloce, li definisce:
Quelle piccole cose per cui no bisognerebbe arrabbiarsi ma poi ci si incazza e si fanno tragedie. Grandi dolori da niente.
E il personaggio di Achille pie veloce argomenta così:
Sai cosa scriverei all’ingresso di una clinica, di un ospedale, di un ambulatorio? “Solo il dolore insegna cos’è la vita senza il dolore”. Trovo straordinaria la quantità di energia che la gente utilizza per affrontare questi piccoli malesseri transitori. E la facilità che tutti hanno di chiudere gli occhi davanti ai grandi dolori indomabili. Non è una condanna, la mia. E’ piuttosto uno stupore. Come se voi camminaste su un mare infuocato di pena, sopra piccoli ponti barcollanti. E vi preoccupaste di chi passa prima, di chi vi sorpassa, di chi non vi saluta con la necessaria deferenza o gerarchia. Certo se guardaste sempre l’abisso ai vostri piedi non camminereste più. Ma almeno, rendetevi conto di dove siete, siate marinai. Rendetevi conto della vostra provvisoria e minacciata libertà.
E propone una lista di grandi dolori da poco.

Leggete questa lista e provate ad aggiungere una cosa che vi fa arrabbiare o vi dà dolore ma che non dovrebbe essere così.
Mordersi la lingua.
Farsi male radendosi.
Scordarsi il nome di un attore o un’attrice, e contagiare qualcuno in quell’angoscia.
Il telefonino che non prende il segnale.
Raccontar male una barzelletta in pubblico, e venir compatiti con un risolino forzato.
Farsi andare di traverso il caffè, l’uva, eccetera.
Prepararsi a una trionfale cagata sul water e trovare una turca scivolosa.
Vedere un conferenziere noioso che arrivato all’ultimo foglio ne tira fuori altri dieci.
L’autobus che è appena passato.
Il sole che va via da dove sei seduto.
Un vecchietto davanti a te nella fila che non capisce cosa gli dice il cassiere.
La tua squadra che perde nei minuti di recupero.
La confezione di cellophane o plastica che non si apre, sigillando tenacemente cracker, sigarette, cidì e soprattutto scatole di preservativi.
Un lavandino pieno di capelli fuggiti.
Un ricordo d’amore che torna da un cassetto.
Un allarme d’auto nel cuore della notte.
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-la pipì che scappa fortissimo mentre sono in coda in autostrada sotto il sole d’agosto…
-un libro che si chiude e non ricordi la pagina…
-la spesa da portar su e ti si chiude sempre la porta…
-bancomat che non va al negozio dopo un ora di coda e tu sei sicura di avere i soldi su…
-i regali di Natale senza idee
-quando si rompe il costume al mare…
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21 dicembre 2012 alle 23:19*Urtare il dito del piede alla gamba del tavolo mente si cammina senza pantofole
*Il primo giorno d’estate e vai al mare cosi bianco come formaggio e gli altri invece sono abbronzati
*Vai in un party con una minigonna ma nei primi momenti ti accorgi che le tue calze sono strappate lungo della gamba.
*Mentre cerchi una cosa nei cassetti all’improvviso trovi un libro vecchio e fra le sue pagine un foto e un fiore secco. Sorridi ma per coprire il tuo dolore.
+8
30 ottobre 2012 alle 19:18avere un brufolo doloroso!
+1
30 ottobre 2012 alle 16:14Trovare l’asciugamano bagnato.
Quando arrivano persone in ritardo al cinema.
Bambino che non smette di chiede qualcosa fino a quando gliela dai.
Non riuscire a risolvere un cruciverba.
+2
30 luglio 2012 alle 19:23Condividiamo lo stesso DNA per il 98% con gli scimpanze’ e imbattersi in un idiota il cui livello intellettivo e’ inferiore a quello di una scimmia e’ un grande piccolo dolore!
+3
30 luglio 2012 alle 15:36Le vesciche ai piedi quando hai voglia di passeggiare.
+1
27 giugno 2012 alle 00:40