Giorgio Perlasca

Il francobollo per Giorgio Perlasca

Tra i Giusti di Yad Vashem a Gerusalemme c’è il nome di un uomo, Giorgio Perlasca, la cui storia si conosce quasi per caso. Nato nel 1910, partecipa come tanti italiani alle vicende del fascismo, aderendo anche alle guerre  di Mussolini (in Africa Orientale, in Spagna per aiutare Francisco Franco), ma nel 1938 rimane deluso dal regime e dalle sue “leggi razziali“, iniziando ad allontanarsi dal fascismo. Durante la Seconda Guerra Mondiale, va a Budapest, come diplomatico. Caduto il regime fascista italiano nel 1943, dopo la presa del potere in Ungheria da parte dei nazisti ungheresi nel 1944, Perlasca si nasconde nell’Ambasciata spagnola (per la neutralità di Madrid nella guerra), dove inizia a collaborare con l’ambasciatore. Si finge anche lui spagnolo e, sotto falso nome, (Jorge Perlasca) comincia ad aiutare molti ebrei ungheresi a fuggire dai nazisti e a salvarsi dallo sterminio. Quando l’ambasciatore spagnolo scappa da Budapest per non dover riconoscere il nuovo governo dei nazisti ungheresi, Perlasca ne prende il posto e porta avanti coraggiose e pericolose operazioni per salvare migliaia di ebrei, producendo documenti falsi e dando da mangiare a numerosi fuggitivi, nascondendoli dalle SS.

Finita la guerra, Giorgio Perlasca torna a condurre la vita di prima, senza raccontare, nemmeno ai suoi famigliari, quel che ha fatto in Ungheria. La sua storia viene alla luce quando un gruppo di donne ebree ungheresi, alla fine degli anni ottanta, cerca notizie di quest’uomo, scoprendo che è italiano e, infine, raggiungendolo a Padova, dove vive, per ringraziarlo. Perlasca è scomparso nel 1992.






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