Film – I cento passi

I cento passi è un film del 2000, del regista Marco Tullio Giordana. Racconta la storia di Peppino Impastato, un giovane che si ribella alla mafia e decide di combatterla con l’impegno politico e giornalistico. Ma il primo ostacolo è in famiglia, essendo il padre Luigi coinvolto egli stesso nella mafia. Cento passi sono quelli che separano la casa della famiglia Impastato da quella di Tano Badalamenti, capo mafioso in seguito trasferitosi e arrestato negli USA. Impastato viene ucciso dalla mafia nel maggio 1978. Nel presente brano Peppino si scontra col fratello Giovanni, timoroso delle conseguenze di questa rivolta.
Ascolta il brano e poi verifica quello che hai capito con il testo riportato sotto il video.

Giovanni Impastato: Peppino, dai ora torna dentro, va bene? Ammunì [1], lo sai com’è papà!
Peppino Impastato: No, com’è papà?
Giovanni: Eh, un po’ antico, ma non è cattivo.
Peppino: «Non è cattivo»… «è un po’ antico, ma papà non è cattivo». Sei andato a scuola, sai contare?
Giovanni: Come contare?
Peppino: «Come contare», uno, due, tre, quattro. Sai contare?
Giovanni: Sì, so contare.
Peppino: E sai camminare?
Giovanni: So camminà.
Peppino: E contare e camminare, insieme, lo sai fare?
Giovanni: Sì, penso di sì…
Peppino: Allora forza. Conta e cammina. Dai. Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto…
Giovanni: Dove stiamo andando?
Peppino: Forza, conta e cammina! […] ottantanove, novanta, novantuno, novantadue,
Giovanni: Peppino…
Peppino: Novantatré, novantaquattro, novantacinque, novantasei, novantasette, novantotto, novantanove e cento! Lo sai chi c’abita qua?
Giovanni: Ammuninne [2].
Peppino: Ah, u zu’ Tanu [3] c’abita qua!
Giovanni: Shhh! Parla piano…
Peppino: Cento passi ci sono da casa nostra, cento passi! Vivi nella stessa strada, prendi il caffè nello stesso bar, alla fine ti sembrano come te! «Salutiamo zu’ Tanu!» «I miei ossequi, Peppino. I miei ossequi, Giovanni». E invece sono loro i padroni di Cinisi! E mio padre, Luigi Impastato, gli lecca il culo come tutti gli altri! Non è antico, è solo un mafioso, uno dei tanti!
Giovanni: È nostro padre.
Peppino: Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!

[1] Dai
[2] Andiamocene
[3] Lo zio Tano

I commenti sono chiusi.