Aggettivi – Fumo, alcol e obesità in Italia

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Molte delle malattie , tra le principali cause di morte, si possono prevenire adottando stili di vita fin dall’età giovanile. Il programma “Guadagnare salute” dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), adottato anche in Italia dal 2007, sostiene gli interventi dei vari settori , sanitari e di comunicazione, atti a contrastare la diffusione dei fattori di rischio (fumo, alcol, stili alimentari non salutari e sedentarietà) strettamente connessi all’obesità. In Italia, nel 2010, con riferimento alla popolazione di 14 anni e più, i fumatori rappresentano il 22,8 per cento e i consumatori di alcol a rischio il 16,4 per cento; le persone obese – in aumento negli ultimi dieci anni – ammontano al 10,3 per cento della popolazione .

Per i confronti in ambito si fa riferimento ai dati più recenti diffusi dall’Ocse nel 2010, considerando 19 paesi europei aderenti all’Ocse, sulla base di indicatori il più possibile e comparabili tra loro. Per l’Italia, nel 2009, la percentuale di fumatori sul complesso della popolazione di 15 anni e oltre è pari al 23,1 per cento; i paesi in cui è meno diffusa l’abitudine al fumo sono Svezia (14,3) e Lussemburgo (18,0), mentre le quote più si registrano in Grecia (39,7) e in Irlanda (29,0). Riguardo alla percentuale di persone obese, calcolata sul totale della popolazione di 15 anni e oltre, l’Italia si colloca tra i paesi con i valori più (10,3) insieme a Svezia e Francia (11,2 per entrambe) e Paesi Bassi (11,8), dove i valori sono calcolati considerando la popolazione adulta (18 anni e oltre). All’opposto, percentuali più alte si riscontrano in Ungheria (19,5), Grecia (18,1) e Repubblica Ceca (17,4). I valori particolarmente elevati di Regno Unito (23,0) e Lussemburgo (22,1) possono essere in parte dovuti alla fonte utilizzata, che fa riferimento alla misurazione di peso e altezza e non alla dichiarazione dell’intervistato.

Il consumo di alcol a rischio e l’obesità fanno emergere situazioni a livello territoriale. Confrontando le regioni del Centro-Nord con quelle del Mezzogiorno, nel 2010 nelle prime è più alta la quota dei consumatori di alcol (18,0 contro 13,5) ed è più bassa quella delle persone obese (9,8 contro 11,5). Per i fumatori, la quota più alta si rileva nel Lazio (26,7) e in Campania (26,1). Le percentuali più elevate di adulti obesi si registrano in Basilicata (12,7), Puglia (12,3), Calabria, Abruzzo ( entrambe 11,7) e Campania (11,6), mentre il consumo di alcol con modalità a rischio interessa Valle d’Aosta (27,2), Molise (25,7) e Bolzano (25,3). Nel complesso, fumo, alcol e obesità interessano soprattutto gli uomini, con differenze rispetto alle fasce di età: a 25-34 anni i fumatori raggiungono la percentuale più elevata (39,7 contro il 24,4 delle donne), mentre il consumo di alcol a rischio è più diffuso tra gli anziani di 65-74 anni (47,4 contro il 13,3 delle donne) e tra i giovani di 18-24 anni (24,6 contro il 10,0 delle donne). Infine, l’obesità aumenta dopo i 35 anni, sia per gli uomini sia per le donne, con differenze di genere a svantaggio degli uomini che si riducono notevolmente tra le persone .

(da noi-italia.istat.it)





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