16 ottobre 1943

16 ottobre 1943

Il 16 ottobre 1943 ha luogo la grande retata nazista nel Ghetto di Roma che porta più di 2000 ebrei nei campi della morte.

Alcune settimane prima agli ebrei era stato imposto dai tedeschi di pagare una tassa di 50 chilogrammi d’oro in meno di 24 ore. Gli ebrei del ghetto non hanno quella quantità d’oro ma il Vaticano mette di nascosto a disposizione 15 chili e altri vengono dati da altri romani. La richiesta è soddisfatta ma è solo l’inizio.

Il 15 ottobre, durante la notte, ci sono degli spari che svegliano il Ghetto. La gente è spaventata e la zona è circondata. La mattina cominciano ad essere presi dalle loro case: uomini, donne, bambini, anziani, malati.
Tra preghiere, urla di bambini, e paura alcuni si domandano: che ne faranno di noi?
Due giorni dopo i vagoni arrivano ad Auschwitz.

Durante la retata alcuni riescono a nascondersi, altri vengono nascosti. Pochi.
Alla perfidia di molti si contrappone l’eroismo di pochi, come quello della signora S. che, come racconta lo scrittore Giacomo De Benedetti, torna indietro per salvare un suo parente e, dopo essere presa a schiaffi, riesce a salvare quattro bambini dicendo che sono suoi.
O quello di un operaio, a Prati, che è riuscito a rubare una camionetta dove ci sono ebrei. Ma sono pochi miracoli.

La stragrande maggioranza di loro, non tornerà più.

L’unica donna del Ghetto sopravvissuta ad Auschwitz, Settimia Spizzichino ha detto: Ci sono cose che tutti vogliono dimenticare. Ma io no.





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